Passato in sordina nel nostro paese, Errors of the Human Body è un thriller psicologico con venature horror uscito nel 2012 e diretto da Eron Sheean.
Girato a basso budget, “appena” due milioni di dollari spesi, il film è una coproduzione statunitense e tedesca ed è stato presentato in prima mondiale al Fantasia Festival di Montreal (Canada). In un’intervista rilasciata al portale online OPIUM, il regista racconta di come la pellicola sia nata a seguito dell’incontro con uno scienziato del prestigioso Istituto Max Planck per la biologia cellulare e la genetica di Dresdra, in Germania, città che fa da sfondo alle vicende raccontante nella pellicola. Sheeanan ricorda inoltre di come una parte dei finanziamenti non sia stata raccolta attraverso i canali “tradizionali” ma attraverso FilmIntersectoruna piattaforma simile al più noto Kickstarter –  e grazie al crowdfunding (Rob, watch and learn…)

La scienza non è mai stata così sexy!

Il film, che di base vorrebbe presentarsi come un hard sci fi, risulta invece essere una buona mescolanza tra elementi, suggestioni e citazioni da generi molto diversi tra loro.
Tutto ha inizio quando il genetista statunitense Geoff Burton, interpretato da Michael Eklund, viene invitato come visiting scholar all’Istituto Plank di Dresda dove una sua ex studentessa, interpretata da Karoline Herfurth, sostiene di aver fatto una scoperta potenzialmente rivoluzionaria: un gene in grado di rigenerare i tessuti morti, riportandoli alla loro condizione originaria.

Grazie a prove attoriali solide e di carattere – soprattutto quelle offerte del protagonista e da Tómas Lemarquis, che nella pellicola interpreta l’enigmatico Jarek Novak – il film scorre senza intoppi fino al finale dove, come nei migliori episodi del classico televisivo The Twilight Zone, il colpo di scena lascia lo spettatore con un sano senso di spaesamento e disorientamento.

Un freddo che ti entra nelle ossa e ti scuote l’anima

Oltre agli attori, un altro punto di forza della pellicola è l’ambientazione. Come rivela il regista nell’intervista citata poco sopra, l’istituto Max Plank ha lasciato campo libero a Sheean che non solo si è avvalso della loro consulenza scientifica ma ha potuto girare all’interno degli stessi laboratori. I grigi e i bianchi “ospedalieri” dell’Istituto trovano il loro corrispettivo naturale con gli esterni, filmati in una gelida e invernale Dresda, che appare quasi vuota e spettrale.

Ultimo pregio della pellicola è il tono. Utilizzando ritmi e stilemi che ricordano le tragedie del teatro classico, Sheean inserisce e fa interagire i suoi personaggi in una mondo in cui la menzogna e la verità sono intrinsecamente legate tra loro, senza la possibilità di distinguere nettamente tra il bene e il male. Nel film, come nella vita, nessuno dei personaggi è veramente buono e nessuno è veramente malvagio; tutti mentono agli altri e, in fin dei conti, mentono anche a se stessi, rappresentandosi per ciò che non sono. Il film inoltre rappresenta e racconta la scienza senza caricarla di alcun giudizio critico o pregiudizio. Lo spettatore non viene mai “indottrinato” sui rischi o sugli svantaggi del progresso scientifico e tutti i meccanismi che guidano la vicenda, anche quelli più complessi, sono mostrati in modo chiaro.

In conclusione…

Errors of the Human Body è una pellicola a basso budget fatta con la testa e con il cuore. E’ un’opera che stuzzica sottilmente il cervello dello spettatore, ponendolo di fronte a una serie di piccoli e grandi dilemmi. In una parola: cinema onesto, fatto per amore e con amore verso il pubblico.

  • Fattore Scimmia
  • Storia
  • Effetti
  • Presa
3.3

In chiusura

Thriller interessante, teso e perfettamente calato nei canoni dell’hard sci fi. Consigliato agli appassionati della serie televisiva The Twilight Zone e a quelli che pellicole character driven.

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