Nel giugno 1972 la rivista giapponese Weekly Shōnen Magazine dava alle stampe il primo episodio di quello che si sarebbe ben presto rivelato uno dei manga più esaltanti e controversi degli anni Settanta: Devilman.

Scritto da Go Nagai – autore di altri “piccoli lavoretti” come Mazinga Z e Getter Robo – racconta la storia di Akira Fudo, un giovane la cui vita viene sconvolta da una rivelazione fattagli dal suo amico di vecchia data Ryo Asuka. La Terra sta per essere invasa dai demoni, esseri mostruosi ibernati per secoli nei ghiacci e primi abitatori del nostro pianeta.

Sconvolto da tale scoperta, Akira decide di partecipare a un sabba dove si fonderà con Amon, il più potente e terribile dei demoni: dalla loro unione nascerà Devilman, l’unico essere in grado rivaleggiare ad armi pari con i demoni e di respingere definitivamente la minaccia che sta per colpire la Terra.

Icona maledetta

La serie di Nagai, raccolta successivamente in cinque volumi in brossura, ebbe fin da subito un impatto sconvolgente. Ispirandosi alle incisioni di Gustav Doré, alla Commedia dantesca e ad alcuni precetti del Cristianesimo, Nagai plasma un affresco composito, violento e appassionante.

Le tavole del manga, nella loro cupezza, riescono a palpitare di vitalità e di animalesca e cieca violenza. Questo stile, pur apprezzato da alcuni, venne aspramente criticato da diverse associazioni dei genitori che, però, poco poterono di fronte all’immediato successo del manga.

Nel giro di pochi anni Devilman sarebbe diventato una vera e propria icona nipponica, protagonista non solo di un anime di successo (molto meno violento del manga e, a detta dello stesso Nagai, più adatto a un pubblico giovane) ma anche di OAV, film live action e videogiochi.

La serie, inoltre, avrebbe costituito un ottimo punto di partenza e di ispirazione per moltissime altri anime/manga di successo come Neon Genesis Evangelion e Berserk.

La rinascita del Demone

Pochi giorni fa Netflix ha annunciato ufficialmente che per celebrare i cinquant’anni di carriera di Nagai e il quarantacinquesimo anniversario dell’anime originale verrà prodotta, nel 2018, un nuovo anime intitolato Devilman: Crybaby.

Distribuito in 190 paesi, l’opera non sarà un reboot ma, al contrario, riprenderà a detta di molti la storia originale del manga, traducendo per la prima volta in immagini animate il finale del manga, uno dei più cupi, devastanti della storia del fumetto del Sol Levante.

Le prime impressioni, dopo la visione del teaser, sono più che buone: l’animazione appare convincente e anche se i disegni si distanziano alquanto da quelli originali, appaiono comunque carichi di carisma e in grado di rendere giustizia a una tale icona.

La direzione della serie sarà affidata a Masaaki Yuasa, noto a molti per aver diretto anime di successo come Ping Pong e per aver partecipato a produzioni come Space Dandy e, in Occidente, Adventure Time.

Proprio questo “curriculum” ha fatto storcere il naso a molti: si tratta infatti di serie leggere e dedicate a un pubblico giovane. Se la caverà Yuasa con un capolavoro gore come Devilmen? La risposta è ancora dannatamente lontana ma noi siamo qui, in trepidante attesa…

  • Monkey's Factor
4.5

Riassunto

Devilman: Crybaby si preannuncia come un anime molto interessante, destinato a far discutere come è successo, non molto tempo fa, con la nuova versione di Berserk. Se da un lato i presupposti appaiono molto buoni, continuano a permanere una piccola serie di dubbi come il coinvolgimento di Masaaki Yuasa, molto più avvezzo a dirigere opere leggere e destinate a un target di giovanissimi.
Il teaser ci ha comunque convinto e non ci resta che incrociare le dita e sperare che il 2018 arrivi più in fretta del previsto…

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