Negli scorsi giorni si è svolto a Los Angeles l’annuale Game Awards, nel corso del quale sono stati premiati i migliori videogiochi usciti nel 2017. Senza troppe sorprese, i titoli più premiati sono stati Cuphead e The Legend of Zelda: Breath of the Wild, vincitori ciascuno di ben tre riconoscimenti.

La cerimonia è stata inoltre l’occasione per mostrare, in anteprima assoluta, i trailers di alcuni giochi che saranno pubblicati (con molta probabilità) nel corso del prossimo anno. Scopriamo ora insieme, in rigoroso ordine sparso, quali sono i titoli che ci hanno convinto maggiormente e quali, al contrario, ci hanno lasciato totalmente freddi…

Metro Exodus

Il trailer mi ha colpito… e non poco. Rispetto ai due precedenti capitoli, Metro Exodus ci permetterà di esplorare ampie mappe ambientate nella Mosca devastata dall’Apocalisse. Pur mostrando veramente poco gameplay, il trailer racconta una storia semplice, forse un po’ troppo “classica” ma comunque in grado di creare attesa, ansia e aspettative altissime. L’atmosfera decadente mi ha ricordato il vetusto (e fin troppo bistrattato) S.T.A.L.K.E.R. e questo non fa che aggiungere ulteriore hype al tutto…
Ci troviamo di fronte al gioco post-apocalittico definitivo? Lo scopriremo il prossimo anno!

In sintesi: promosso, scimmia molto alta. Ecco il post-apocalittico che “piace a noi giovani”.

Witchfire

Che cosa dire di questo trailer? In una parola: divertente e inaspettato. Pur nella sua brevità, il video mi ha lasciato un’impressione altamente positiva. Gli sviluppatori (o, almeno, alcuni di loro) hanno dato vita a due FPS ormai “classici” come Painkiller e Bulletstorm… Il feeling sembra proprio quello: un “trita/frulla/sventra” in cui servirà testa ma anche riflessi pronti per superare indenni i diversi nemici che si pareranno sul nostro cammino. Intanto che aspetta, lucidiamo il (metaforico) fucile a canne mozze…

In sintesi: promosso, vedi alla voce “caciara, quella sana e ignorante”.

World War Z

La prima reazione è stata: “Eh, cosa?”. Ormai ampiamente fuori tempo massimo, Saber Interactive e Paramount annunciano l’uscita di un gioco ambientato nel mondo di World War Z, film del 2013 con Brad Pitt. Che dire? Nulla di nuovo sotto il sole… Uno sparatutto simile a Left 4 Dead con meccaniche insapori: non ci siamo, per nulla.
E ora scusate mi han detto che c’è un video nuovissimo su YouTube: un gatto che suona una tastiera… Che risatone, ragazzi!

In sintesi: bocciato. Un gioco che sa di marcio già prima dell’uscita… 

GTFO

Il trailer parte bene, anzi benissimo: quattro giocatori che devono cooperare per sopravvivere, ambientazione che sembra presa di peso da Alien, brividi a profusione… Ah, no: non è un titolo sci-fi ma l’ennesimo zombie game. Perché mi hai preso in giro, trailer? Mi avevi messo una scimmia incredibile… Un gran peccato!

Torniamo per un attimo seri: GTFO (miglior/peggior titolo di sempre, credo) non pare avere le carte in regola per essere un prodotto innovativo o in grado di cambiare per sempre il panorama degli FPS cooperativi. Le premesse non sono delle migliori ma spero di essere smentito al più presto.

In sintesi: malinconicamente bocciato. Speravo in una boccata d’aria fresca e mi ritrovo un prodotto stantio e privo di inventiva. 

Sea of Thieves

Partiamo subito da un presupposto: lo stile grafico di Sea of Thives non mi attira e, al contrario, avrei preferito una grafica leggermente più realistica. Tolto questo “sassolino” dalla scarpa, devo dire che il trailer è riuscito a lasciare in me un’impressione piuttosto positiva. La quantità di cose da fare, costruire, inventare (semicit.) pare notevole e l’Unreal Engine 4 saprà certamente regalare delle emozioni. Rare, ti prego, non fare brutti scherzi!

In sintesi: promosso con riserva. Al netto della grafica, il gioco pare di ottima fattura. Sfoderiamo le nostre sciabole e il nostro pappagallo d’ordinanza: si salpa, destinazione ignota! 

Fade to Silence

Il trailer mi ha intrigato? Si. Il gioco è innovativo? No, per nulla. Mi sento fortemente combattuto: da un lato il nuovo survival game di THQ Nordic sembra mescolare molte suggestioni gustose e note (si va da creature simili a quelle viste in Prey a situazioni che paiono essere prese di peso da Horizon: Zero Dawn), dall’altro il titolo appare fin troppo generico e poco ispirato. Per ora, sospendo il giudizio in attesa di poter toccare con mano il titolo ultimato.

In sintesi: potrebbe essere un signor gioco o l’ennesimo survival game senza capo né coda. Per ora, senza voto. 

PlayerUnknown’s Battlegrounds / Fornite

Yo, yo, gangsta, yo… No, non ti voglio nemmeno recensire, trailer. Non mi piaci, a pelle… Vai via… Ah, no… c’è anche un tuo collega… Aspetta, magari è meglio…

No, ok: come non detto.

In sintesi: scaffale, più veloce della luce. Bocciatura senza ripensamento alcuno.

Accounting+

Gioco sviluppato nativamente per PC, Accounting+ si presenta in una veste totalmente rinnovata su PlayStation 4. Il trailer, nel suo essere costantemente over the top, appare per alcuni versi gradevole e lascia presagire situazioni al limite del paradossale e del grottesco. Non posso però esprimere alcun giudizio completo, per ora: la mia scimmia è pacatamente seduta in un angolo e neppure lei riesce a fornirmi indicazioni più precise sulla bontà o meno di questo titolo…

In sintesi: cosa diamine ho visto?! Giudizio sospeso

Bayonetta 3

Un trailer oscuro che più oscuro non si può. Il terzo capitolo della saga di Bayonetta approderà – si spera presto – in esclusiva solo su Nintendo Switch. La piccola scritta “Not actual gameplay” piazzata a inizio trailer smorza un poco l’entusiasmo… Chi vivrà, vedrà.

In sintesi: troppe poche informazioni in merito al prodotto. Un trailer che rivela poco o nulla: giudizio sospeso.

Dreams

Dai creatori di Little Big Planet approda su PlayStation 4 un titolo che sicuramente farà la gioia di molti: Dreams. Crea il tuo sogno e condividilo con gli altri, gioca, impara, inventa… Il trailer è costruito in modo magistrale e il protagonista ricorda nelle fattezze e nelle movenze il protagonista di un vecchio video dance di alcuni anni fa… Mi è scesa una lacrimuccia, devo confessarlo.

In sintesi: il sandbox con la S maiuscola: fare, creare e… sognare. Promosso su tutta la linea.

Vacation Simulator

Un gioco VR che fin dalle prime battute appare totalmente fuori di testa. Owlchemy Labs ci ha stupito piacevolmente in passato con Job Simulator: riusciranno a fare il bis?

In sintesi: la simulazione di vacanza definitiva? Lo scopriremo “forse, magari” nel corso del prossimo anno. Giudizio sospeso, incrociando però le dita.

In the Valley of Gods

Campo Santo, i creatori di Firewatch, sono pronti a regalarci un nuovo prodotto che ha tutto il sapore di un’avventura vecchio stile. Sarà anche questo un walking simulator oppure qualcosa in più? Per ora non sappiamo nulla: il trailer è molto evocativo ma molto parco di dettagli…

In sintesi: bel trailer ma nessuna notizia certa sul prodotto. Anche in questo caso, il giudizio va sospeso.

Soul Calibur VI

Dopo il mezzo passo falso del capitolo precedente, Bandai Namco ci riprova e questa volta… si ritorna alla “vecchia scuola”. Detto fuori dai denti: ho giocato alla serie Soul Calibur eoni fa ma questo trailer, nella sua semplicità, riesce a mettere i brividi anche a chi non conosce a menadito questa saga. Un ritorno in grande stile di una serie storica? Sognare non costa nulla!

In sintesi: promosso con riserva. Solo a prodotto finito si potrà capire se ci troviamo di fronte a una vera rinascita della serie oppure se il tutto si rivelerà un fuoco di paglia.

A way out

Il gioco mi aveva intrigato mesi fa e continua a stuzzicare la mia scimmia… Il trailer si presenta molto bene ma, a rubare la scena, è Josef Fares, il regista libanese che “dirige” il gioco. Al netto di alcune roboanti promesse – come ad esempio la possibilità di “dividere” la propria copia del gioco con un amico senza che quest’ultimo ne debba comprare un’altra per giocare in multiplayer – il prodotto appare caratterizzato da un’ottima atmosfera e da una storia che, pur ricca di cliché, appare robusta e ben scritta.

In sintesi: promosso con riserva. Le premesse sembrano esserci tutte… attendiamo con ansia il risultato finale!

Death Stranding

Se si potesse convertire l’hype in energia elettrica, credo che l’annuncio dell’uscita di Death Stranding sarebbe sufficiente per illuminare una metropoli come Roma o Parigi almeno per un paio di anni… A parte gli scherzi: il trailer del nuovo gioco targato Hideo Kojima… non ci dice nulla di nuovo.

O meglio, il nuovo trailer di Death Stranding ci dice molte (troppe?) cose ma… nulla di concreto né sul gameplay, né sulla sua presunta uscita. Il trailer è bello, ricco di dettagli e aperto a molteplici interpretazioni… ma il gioco? Esiste? Esisterà mai? Ci troviamo di fronte alla più grossa trollata mai partorita da mente umana? Non so esattamente cosa dire e mi ritrovo al punto di partenza.

Kojima, sei il mio troll preferito: hai partecipato alla creazione di una delle saghe che ha segnato la mia carriera videoludica ma ora… forse sarebbe venuto il momento di concretizzare e di non rimanere seduto per sempre sugli allori di una gloria ormai passata.

In sintesi: che cosa diamine ho visto?! Bel filmato, ben diretto e ben recitato. Il gioco? Non pervenuto.

In conclusione

Il Games Award 2017 ci ha lasciato alcuni trailer di ottima fattura ma anche alcune presentazioni di rara bruttezza. Se in alcuni casi la “macchina dell’hype” ha fatto il suo dovere (vedi, ad esempio, Metro Exodus e Witchfire) devo comunque constatare un certo immobilismo per quanto riguarda i vari prodotti presentati durante la kermesse.

Parliamoci chiaro: l’industria videoludica punta a ricavare dei profitti e, per fare questo, preferisce “giocare facile” e sfornare prodotti studiati per attirare il maggior numero di persone possibili. Tale strategia ha avuto però un effetto secondario alquanto fastidioso, ovvero una certa “standardizzazione dei generi”.

Riguardando i vari trailer si può notare che i giochi “veramente innovativi” si contano sulle dita di una mano mentre il resto dei prodotti ricade in una (o più) categorie già preconfezionate (e dal sapore di “minestra riscaldata”): shooter cooperativo, battle royale e zombie game, solo per citarne alcune.
Neppure il tanto atteso Death Stranding – prodotto che ormai sta raggiungendo vette di “trollaggio” mai viste prima – sembra in grado di rimescolare le carte in tavola.

Non tutto è perduto, però: la tecnologia VR pare muovere i suoi primi timidi passi nella direzione giusta e anche alcuni dev sembrano aver capito finalmente l’antifona: una buon numero di giocatori non si accontenta di una bella grafica o di orpelli che lasciano il tempo che trovano ma chiede, più o meno a gran voce, storie accattivanti ed esperienza immersive e, in un certo senso, “uniche” ed evocative.

Come già il 2017, anche il prossimo anno sarà ricco di successi e fallimenti, polemiche che dureranno lo spazio di un mattino, meccaniche che verranno pesantemente contestate (loot boxes et similia) e molto altro… Tastiera e mouse da un lato, pad dall’altro: non importa quello che usiamo, basta continuare a giocare e a lasciarsi sorprendere dall’inaspettato…

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