Nonostante sia un giocatore PC-masterRace riconosco che l’accoppiata mouse e tastiera non sia perfetta per ogni situazione. Da sempre, fin dai miei primi giochi su Windows 95, son stato attratto dai sistemi di controllo alternativi. Joystick, Volante e pedaliera, fino ai Gamepad son stati parte del mio arsenale per affrontare tutte le situazioni. Se le tipologie son sempre state varie e confusionarie, al momento invece abbiamo una moda ben definita e vari miti che son pronto a sfatare in questo articolo. Joypad alla mano, partiamo.

Lotta tra pad mentre la tastiera in background si gode lo spettacolo..

L’esperienza legata ai controller alternativi a “tastiera e mouse” nasce con la “porta giochi”, standard nato per semplificare la connessione di queste periferiche da gioco: il mio primo Joystick, e ripeto Joystick quindi

periferica che trasforma i movimenti di una leva in segnali elettrici

usava questa porta particolarmente scomoda per un collegamento “occasionale”. Situata sul retro del PC e con una struttura a pin non era il massimo per un bambino che poteva giocare quei 30 minuti al giorno. Ciò non mi impedì di divertirmi, e divertire i miei amichetti, in diverse situazioni “simulative”: X-Wing Alliance e Rogue Squadron, sebbene 3D abbozzati, con il joystick regalavano più emozioni e immersione rispetto a freccine e i tasti anonimi.

Man mano che crescevo notavo però che le console si distaccavano parecchio da questa forma di gioco: se su PC l’esperienza era diversificata anche dalla presenza di queste periferiche dedicate (presi anche un volante con pedaliera USB 1.0) su Playstation e Nintendo l’esperienza spesso era legata al gamepad: tutti sapevano impugnare un joypad della Play e tirare due calci a Fifa, tutti sapevano che con “A” andavi avanti nei menù del GameBoy e con “B” invece tornavi indietro, “Start” e “Select” erano l’universalità della gestione delle pause di gioco. Ma su PC questa universalità faticava a stabilizzarsi: “Esc” e “Invio” assieme a “Spazio”  e le freccine sono i comandi più immediati di questo mondo ma poi, per la gestione di tutto il resto, ogni gioco faceva testo per sé.

Il Joystick rosso Ferrari, firmato Michael Schumacher, con porta giochi: 4 tasti per domare le battaglie stellari

Inoltre i porting dei giochi console, ovvero quando un gioco usciva per PC e per console, distruggevano tutto ciò che c’era di buono nella configurazione su joypad per una distribuzione spesso “casuale” dei comandi sulla tastiera. Secondo me un problema grosso di quella generazione di videogiochi era anche l’assenza di uno standard di controllo: il pad Playstation era il numero 1 per fama tra i “ggiovani” mentre quello Nintendo spopolava tra i fan di vecchia data. Nel frattempo su PC uscivano controller di ogni forma e fattura, con tasti variabili ed ergonomia di dubbio gusto.

In questo periodo di mezzo acquistai un Gamepad Trustmaster a poco prezzo e ancor minore praticità. Si rifaceva al modello Play ma con “innovazioni” di design che risultavano essere dei passi indietro. La riconfigurazione doveva essere fatta per ogni gioco, in quanto ogni pad aveva una sua assegnazione randomica dei bottoni e, in quei pochi giochi che integravano un supporto nativo al pad, spesso non c’era la configurazione simile a quella che si poteva trovare su console. Questo portava ad avere azioni impossibili da effettuare su PC, pure con l’uso del pad.

Sfido voi a dirmi quale sia il tasto 7 in questo controller… Per non parlare del 13! (ndr: ne ha 16 di tasti configurabili. più i due analogici)

La soluzione a questi problemi la portò Microsoft con il miglior pad “mai uscito prima”. Parlo ovviamente del controller per Xbox 360.

Microsoft, conscia di aver i numeri per poter rivisitare la disposizione di tasti e levette sul pad, ha studiato ed elaborato un pad comodo, pratico e universale che potesse essere alla portata di tutti. La sua console usava uno standard di collegamento, XInput + USB, per cui non ci si deve perdere in adattatori vari per poterlo usare su PC e tutti i giochi che erano porting avevano il supporto alla periferica naturalmente integrato, riportando i tasti ottimizzati per console anche su PC. Ci vollero anni per far sì che lo standard si imponesse e diffondesse ma il successo della console e lo stretto legame tra Windows e Xbox ne ha aiutato la diffusione. Rimaneva un problema: è bello avere uno standard ma se non è condiviso rimane un’esclusiva.

Per fortuna Microsoft non si è chiusa in sé stessa e ha concesso la licenza per periferiche compatibili più o meno a tutti, sebbene con il suo tempo. Oggi è possibile trovare controller di ogni forma e dimensione e disposizione di tasti compatibile con lo standard XInput, tanto che possiamo veramente buttarci su quello che ci più piace e attrae. E qui arriviamo alla mia storia…

Ci voleva tanto?

Negli ultimi anni ho capito che alcuni titoli e soprattutto nel “retro-gaming” avere un sistema di controllo coerente con la piattaforma o il tipo di gioco aiutano molto: sia per quanto riguarda l’immedesimazione sia la gestione dei controlli. Ho provato per anni a giocare a Crash Bandicoot con i controlli di tastiera e col controller di 360 ma la precisione e la risposta non era per niente coerente con quello che provavo su Playstation. I titoli platform non sono giocabili con tastiera: il controllo non è lo stesso di quello di un pad con freccine e tasti. Questo l’ho visto con molti titoli, anche specifici per PC come Broforce: la gestione via controller è semplicemente più naturale con un pad.

Quello che cercavo era un controller comodo e dalle fattezze simili a quello della PSX: posseggo già quello dell’Xbox 360 ma il supporto che mi mancava era per i giochi più “Arcade” e Retro. A colpi di offerte e pagine di prodotti, ho spulciato Amazon fino a trovare questo modello: supporto bluetooth e PS3 oltre a XInput con ricevitore e supporto per il telefono integrato. Sì, avete letto bene, supporto per il telefono: se giocate un po’ su smartphone avrete notato che i controlli occupano spesso una buona parte dello spazio visibile, con un controller bluetooth si può avere una Console portatile degna di PS:Vita o Switch, senza dover fare un grosso investimento.

La praticità di questo modello è incredibile: ha tutte le caratteristiche del 360 ma il posizionamento di PSX, con tanto di Trigger sugli R2 e L2, possibilità di rendere gli stick analogici in digitale (perfetti per il vero retrogaming) e durata impressionante della batteria. Il mio investimento è stato inferiore a quello di un controller ufficiale per console ma la qualità costruttiva non è per niente male. Se il prezzo rimane sotto i 20€ l’investimento verso un controller alternativo come questo può essere davvero un affare.

Ci voleva tanto? 2

Quindi, la situazione attuale è rosea e se avete bisogno di un controller vi consiglio di guardare bene cosa c’è disponibile e non fermarvi agli standard imposti dalle console. La compatibilità con XInput è il parametro essenziale per giocare su PC ma poi, che sia senza fili bluetooth, o col cavo, o di forme assurde è una scelta vostra di gusto e necessità. Sinceramente, sono felice che si sia arrivati a questa “universalità” anche se attraverso un’imposizione di mercato: sarebbe stato bello che uno standard “aperto” avesse guidato questa rivoluzione di controlli ma per ora, ci godiamo gli effetti.

Ma Deiv, perché metti l’immagine dello Steam Controller e poi non ne parli?

Oggi mi accontento di questi due, domani chissà…

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